Vai al contenuto
Pubblicità · Contenuto sponsorizzato da Cofi Investeeringud OÜ
Risparmio, spiegato chiaro

Perché sugli interessi di un BTP il fisco trattiene la metà che su un conto deposito

Titoli di Stato al 12,5 per cento, conti e obbligazioni societarie al 26. Che cosa significa la differenza, con un esempio sullo stesso rendimento lordo.

In 30 secondi
  1. 1Gli interessi dei titoli di Stato italiani sono tassati al 12,5 per cento.
  2. 2Quelli di conti correnti, conti deposito e obbligazioni societarie al 26 per cento.
  3. 3La banca trattiene l'imposta: non va indicata nella dichiarazione.
Una donna sui cinquant'anni e la madre anziana parlano a un tavolino di un caffè in una piazza con i portici.
Foto illustrativa. Le persone ritratte non sono beneficiari o contribuenti identificati.

Due risparmiatori incassano, nello stesso anno, 300 euro lordi di interessi. Il primo li ha avuti da un titolo di Stato, il secondo da un conto deposito. Al primo restano 262,50 euro, al secondo 222. Nessuno dei due ha sbagliato i conti: è il fisco a trattare in modo diverso le due rendite. Sui titoli di Stato trattiene il 12,5 per cento, sul conto deposito il 26, cioè più del doppio.

Capire questa differenza aiuta a confrontare offerte diverse con lo stesso metro. Non dice quale sia la scelta giusta: quella dipende da tempi, rischi e bisogni di ciascuno.

Le due aliquote

Dal 1° luglio 2014 la regola generale sugli interessi e sugli altri redditi di capitale è il 26 per cento, fissato dal decreto-legge n. 66 del 2014. Lo stesso decreto esclude da questa aliquota alcune categorie, che restano al 12,5 per cento, come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate nella circolare n. 19/E del 2014:

  • i titoli di Stato italiani e quelli equiparati;
  • le obbligazioni degli Stati inclusi nella cosiddetta lista bianca, cioè i Paesi che scambiano informazioni fiscali con l'Italia, e dei loro enti territoriali;
  • i titoli di risparmio per l'economia meridionale.
Fonti: decreto-legge n. 66/2014, articolo 3; Agenzia delle Entrate, circolare n. 19/E del 27 giugno 2014; Ministero dell'Economia, Dipartimento del Tesoro.
RenditaAliquota
BTP, BOT, CCT, CTZ e altri titoli di Stato italiani12,5%
Titoli di Stati della lista bianca12,5%
Interessi di conti correnti e conti deposito26%
Obbligazioni di società e banche26%

Lo stesso rendimento lordo, due netti diversi

Esempio illustrativo
10.000 euro per un anno al 3 per cento lordo
VoceTitolo di StatoConto deposito
Interessi lordi300,00 euro300,00 euro
Imposta trattenuta37,50 euro78,00 euro
Interessi netti262,50 euro222,00 euro
Imposta di bollo dello 0,2%20,00 euro20,00 euro
Resta242,50 euro202,00 euro

Per ottenere lo stesso netto del titolo di Stato, il conto deposito dovrebbe offrire circa il 3,55 per cento lordo.

Calcolo della redazione con un tasso inventato a scopo di esempio, uguale per i due strumenti. Non è un'offerta e non descrive un prodotto reale. Le commissioni di acquisto e custodia sono escluse.

Come si paga l'imposta

Per le persone fisiche l'imposta la trattiene la banca, le Poste o l'intermediario, al momento del pagamento degli interessi, e la versa allo Stato. È una ritenuta che chiude il conto con il fisco: questi interessi non si sommano agli altri redditi, non pesano sugli scaglioni dell'IRPEF e non vanno indicati nella dichiarazione. Il taglio dell'aliquota IRPEF del 2026, spiegato nell'articolo sul secondo scaglione, non li riguarda.

La parola spiegata: scarto di emissione

La differenza tra il prezzo a cui un titolo viene emesso e il valore a cui viene rimborsato. Per i titoli di Stato è tassata anch'essa al 12,5 per cento. Nei BOT, che non pagano cedole, è tutto il rendimento: l'imposta si trattiene già al momento della sottoscrizione.

E i fondi che comprano titoli di Stato?

Un fondo comune che investe in parte in titoli di Stato e in parte in altri strumenti non ha un'aliquota unica. La quota dei proventi che corrisponde ai titoli pubblici viene tassata al 26 per cento solo sul 48,08 per cento del suo importo, il che equivale proprio al 12,5 per cento. La parte restante paga il 26 per cento pieno. La quota si calcola sulla media degli investimenti del fondo in titoli pubblici.

Altri due vantaggi dei titoli di Stato

  • Successione: i titoli di Stato non rientrano nella base dell'imposta di successione, come ricorda il Dipartimento del Tesoro.
  • ISEE: titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti postali sono esclusi dal patrimonio mobiliare dell'ISEE fino a 50.000 euro complessivi per nucleo familiare, in base al decreto del 2025 attuato dall'INPS. Può contare, per esempio, per lo sconto sulle bollette.

Che cosa la tassazione non dice

Un'aliquota più bassa non rende un investimento migliore in assoluto. Un titolo di Stato non è un deposito: il suo prezzo può cambiare prima della scadenza, e chi vende in anticipo può incassare più o meno di quanto ha pagato. Il rimborso dipende dall'emittente, non dal Fondo di tutela dei depositi, che copre invece i conti fino a 100.000 euro, come spiega l'articolo su che cosa succede ai soldi sul conto se la banca fallisce. Un conto deposito vincolato, a sua volta, può non permettere di ritirare i soldi prima del termine.

Su tutti e due pesa poi l'imposta di bollo dello 0,2 per cento l'anno, spiegata nell'articolo sui 34,20 euro dell'estratto conto.

Per chi conta, e che cosa controllare

  • Chi confronta offerte diverse: mettere a confronto i rendimenti netti, non quelli lordi pubblicizzati.
  • Chi ha già titoli di Stato: l'imposta è già trattenuta, non c'è nulla da dichiarare.
  • Chi pensa ai figli o all'ISEE: l'esclusione fino a 50.000 euro e l'esenzione dalla successione sono regole da conoscere.
  • Tutti: considerare la durata, la possibilità di vendere o svincolare e il proprio bisogno di liquidità prima del rendimento.

In sintesi

Sugli interessi dei titoli di Stato italiani e della lista bianca il fisco trattiene il 12,5 per cento; su conti, conti deposito e obbligazioni societarie il 26. A parità di tasso lordo il netto cambia molto, ma la tassazione è solo una delle differenze: rischio, durata e liquidità contano almeno quanto l'aliquota.

Domande frequenti

Gli interessi dei titoli di Stato vanno nel 730?

No, per le persone fisiche l'imposta è trattenuta dall'intermediario e chiude il rapporto con il fisco.

I buoni fruttiferi postali sono tassati al 12,5 per cento?

Sì, sono equiparati ai titoli di Stato. Sono anche esclusi dall'ISEE, insieme ai titoli di Stato, fino a 50.000 euro per nucleo.

Questo sito consiglia un prodotto?

No. Gli esempi usano tassi inventati per mostrare l'effetto delle aliquote e non si riferiscono ad alcuna offerta.

Informazione privata e sponsorizzata, pubblicata da Cofi Investeeringud OÜ su v-neo.com. Questo sito non è l'INPS, l'Agenzia delle Entrate, un ministero o un altro ente pubblico e non ha legami con loro. Niente di quanto scritto qui è una consulenza finanziaria, fiscale o legale, e nessuna cifra dell'articolo è una promessa o la misura di ciò che spetta a un singolo lettore: gli esempi sono illustrativi e i dati sono stati verificati sulle fonti ufficiali citate il , ma le regole cambiano. Su questo sito non si presentano domande e non si pagano commissioni. Non comunicare mai codice fiscale, credenziali SPID o CIE, PIN o coordinate bancarie a un sito in risposta a un articolo. Per il tuo caso rivolgiti ai canali ufficiali indicati sopra, a un CAF o a un patronato.

Chiaro e tondo

Tre temi ogni domenica, spiegati senza giri di parole: una novità su fisco o pensioni, una spesa di casa e una questione di risparmio, ciascuna con la sua fonte ufficiale. È gratuita e ti cancelli da qualsiasi e-mail.

Prima ti mandiamo una e-mail per confermare l'indirizzo.