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Risparmio, spiegato chiaro

I 34,20 euro che compaiono sull'estratto conto, e quando non si pagano

Sul conto corrente il bollo è fisso e scatta sopra i 5.000 euro di giacenza media. Su titoli e conti deposito è proporzionale: il 2 per mille l'anno.

In 30 secondi
  1. 1Sul conto corrente una persona fisica paga 34,20 euro l'anno di bollo.
  2. 2Non si paga se la giacenza media resta entro 5.000 euro.
  3. 3Su titoli, fondi e conti deposito il bollo è dello 0,2 per cento l'anno.
Una donna sui cinquantacinque anni apre una busta bianca alla scrivania, accanto alla finestra di un appartamento romano.
Foto illustrativa. Le persone ritratte non sono beneficiari o contribuenti identificati.

Tra le righe dell'estratto conto ce n'è una che molti notano solo quando il saldo è più alto del solito: «imposta di bollo». Sul conto corrente vale 34,20 euro l'anno, di solito divisi per trimestre, e non sempre è dovuta. Sul deposito titoli e sui conti deposito, invece, non è una cifra fissa ma una percentuale. Sono due regole diverse dentro la stessa imposta, ed è utile conoscerle entrambe.

Sul conto corrente: 34,20 euro, sopra i 5.000

Per le persone fisiche, il bollo sugli estratti conto dei conti correnti e sui rendiconti dei libretti di risparmio è di 34,20 euro l'anno. Non è dovuto se la giacenza media annua non supera 5.000 euro. Lo stabilisce la tariffa allegata al decreto sul bollo, il DPR n. 642 del 1972, nelle note che l'Agenzia delle Entrate ha spiegato nella circolare n. 48/E del 2012.

L'importo si divide in proporzione al periodo dell'estratto conto. Con un estratto trimestrale si pagano 8,55 euro a trimestre, con uno mensile 2,85 euro al mese.

La parola spiegata: giacenza media

La media dei saldi contabili giornalieri del periodo. Un conto che resta a 3.000 euro per undici mesi e sale a 20.000 per un mese ha una giacenza media annua di circa 4.400 euro, sotto la soglia.

La soglia si conta su tutti i conti uguali

Per decidere se si superano i 5.000 euro, la banca somma i conti correnti e i libretti che hanno la stessa intestazione presso di lei. Due conti personali nella stessa banca, ciascuno con 3.000 euro di giacenza media, fanno 6.000 euro: il bollo è dovuto. Un conto cointestato con il coniuge ha un'intestazione diversa da quella di un conto personale, e si conta a parte.

Su titoli, fondi e conti deposito: il 2 per mille

Per i prodotti finanziari il bollo è proporzionale: lo 0,2 per cento l'anno del valore, cioè 2 euro ogni 1.000. Si applica alle comunicazioni sul deposito titoli, quindi ad azioni, obbligazioni, fondi comuni e anche ai titoli di Stato, per i quali non c'è esenzione. Dal 2014 non esiste più un importo minimo, e il tetto di 14.000 euro l'anno vale solo per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Lo 0,2 per cento si applica anche ai depositi rappresentati da contratti separati dal conto corrente, come molti conti deposito e i certificati di deposito, secondo la circolare n. 15/E del 2013. Anche le somme vincolate all'interno di un conto corrente pagano il bollo proporzionale a parte, e non si contano per la soglia dei 5.000 euro.

Che cosa è escluso

  • I buoni fruttiferi postali, se il loro valore di rimborso complessivo non supera 5.000 euro.
  • I fondi pensione e i fondi sanitari.
  • I conti correnti delle persone fisiche con giacenza media entro 5.000 euro.
Esempio illustrativo
Quattro risparmiatori, un anno di bollo
SituazioneBollo annuo
Conto corrente con giacenza media di 4.800 euro0,00 euro
Conto corrente con giacenza media di 12.000 euro34,20 euro
Lo stesso conto, più 30.000 euro di titoli di Stato nel deposito titoli94,20 euro
Conto deposito separato da 50.000 euro100,00 euro

Calcolo della redazione per persone fisiche: 34,20 euro sul conto corrente oltre i 5.000 euro di giacenza media; 0,2 per cento sui prodotti finanziari. Il valore dei titoli è semplificato.

Chi la paga, e come

Il cliente non deve fare nulla: l'imposta la calcola e la addebita la banca, o le Poste, che poi la versano allo Stato. Compare nell'estratto conto o nel rendiconto del deposito titoli, di solito alla fine di ogni periodo. Per le persone fisiche non va indicata nella dichiarazione dei redditi.

Per i conti e i prodotti tenuti all'estero, che la banca italiana non vede, esiste un'imposta parallela, l'IVAFE, con importi equivalenti: in quel caso è il contribuente a calcolarla e a dichiararla.

Perché conta nel confronto tra prodotti

Su rendimenti bassi, lo 0,2 per cento non è trascurabile. Un conto deposito o un titolo che rende il 2 per cento lordo perde un decimo del rendimento solo per il bollo, prima ancora delle imposte sugli interessi. Come cambia il netto tra titoli di Stato e conti deposito è spiegato nell'articolo su perché sugli interessi di un BTP il fisco trattiene la metà. Sulla sicurezza dei depositi, invece, vale la garanzia fino a 100.000 euro descritta nell'articolo su che cosa succede ai soldi sul conto se la banca fallisce.

Per chi conta, e che cosa controllare

  • Chi tiene poco sul conto corrente: con una giacenza media entro 5.000 euro il bollo non è dovuto.
  • Chi ha più conti nella stessa banca con la stessa intestazione: si sommano per la soglia.
  • Chi ha titoli o un conto deposito: il bollo è dello 0,2 per cento l'anno e va messo nel conto del rendimento.
  • Chi ha buoni fruttiferi postali: entro 5.000 euro di valore complessivo non pagano bollo.

In sintesi

Sul conto corrente di una persona fisica il bollo è di 34,20 euro l'anno, e non si paga se la giacenza media resta entro 5.000 euro. Su titoli, fondi e conti deposito separati è dello 0,2 per cento l'anno del valore, senza minimo. Lo addebita la banca, ma conviene tenerlo presente quando si confrontano i rendimenti.

Domande frequenti

E se il saldo supera i 5.000 euro solo per qualche settimana?

Conta la giacenza media del periodo, non il saldo di un singolo giorno. Un picco breve spesso non basta a superare la soglia.

I titoli di Stato sono esenti dal bollo?

No. Sono esenti dall'imposta di successione e in parte esclusi dall'ISEE, ma nel deposito titoli pagano lo 0,2 per cento come gli altri prodotti finanziari.

Devo indicarlo nel 730?

No, lo calcola e lo versa la banca. Per i conti all'estero c'è invece l'IVAFE, da dichiarare.

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