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Casa e famiglia, spiegate chiaro

Chi ha compiuto 75 anni può non pagare il canone Rai, ma deve dirlo

L'esenzione richiede un reddito, con il coniuge, fino a 8.000 euro l'anno e una dichiarazione all'Agenzia delle Entrate. Non arriva da sola.

In 30 secondi
  1. 1Dai 75 anni il canone non è dovuto se il reddito con il coniuge non supera 8.000 euro.
  2. 2Non devono esserci altri conviventi con un reddito, salvo colf e badanti.
  3. 3Serve una dichiarazione sostitutiva, che resta valida negli anni successivi.
Un uomo anziano con i baffi bianchi legge un libro in poltrona nel soggiorno, con il vecchio televisore spento accanto.
Foto illustrativa. Le persone ritratte non sono beneficiari o contribuenti identificati.

Il canone Rai arriva nella bolletta della luce, diviso in dieci rate da gennaio a ottobre. Per questo molti non si accorgono di pagarlo, e ancora meno sanno che dai 75 anni, con un reddito basso, si può smettere. L'esenzione esiste da anni, ma ha una caratteristica che la distingue da altre agevolazioni: non scatta da sola. Bisogna dichiarare di averne diritto.

Le regole che seguono sono quelle pubblicate dall'Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata al canone.

Quanto costa il canone

Il canone per uso privato è di 90 euro l'anno. Solo nel 2024 era stato ridotto a 70 euro. Chi ha un contratto elettrico per la casa di residenza lo paga in bolletta, in dieci rate mensili da gennaio a ottobre; chi non ha un contratto di questo tipo lo paga con il modello F24 entro il 31 gennaio.

I tre requisiti per l'esenzione

  • Età: aver compiuto 75 anni.
  • Reddito: il reddito proprio e quello del coniuge, sommati, non devono superare 8.000 euro l'anno.
  • Conviventi: in casa non devono vivere altre persone con un reddito proprio, ad eccezione di collaboratori domestici, colf e badanti.

Il televisore, inoltre, deve trovarsi nella casa di residenza.

La parola spiegata: dichiarazione sostitutiva

Un modulo in cui si attesta, sotto la propria responsabilità, di avere certi requisiti. Per il canone serve a comunicare all'Agenzia delle Entrate l'età, il reddito e la situazione dei conviventi. Dichiarare il falso ha conseguenze anche penali.

Da quando vale

Chi compie 75 anni entro il 31 gennaio ha diritto all'esenzione per tutto l'anno. Chi li compie tra il 1° febbraio e il 31 luglio ha diritto all'esenzione per il secondo semestre.

Per la dichiarazione, l'Agenzia precisa che non c'è un termine. Conta però la data di invio per capire da quando si smette di pagare in bolletta: se la dichiarazione arriva entro il 15 del mese, l'addebito si ferma dalla rata del mese successivo; se arriva dopo, dalla rata del secondo mese successivo.

Esempio illustrativo
Quattro situazioni, la stessa soglia
Situazione (75 anni compiuti)Reddito che contaEsenzione
Vive con la moglie; pensioni da 6.200 e 1.500 euro7.700 euroSì
Vive da solo con una badante; pensione da 7.900 euro7.900 euroSì
Coppia con pensioni da 5.000 e 3.400 euro8.400 euroNo
Come il primo caso, ma in casa vive un figlio che lavora7.700 euroNo

Esempi della redazione con i requisiti indicati dall'Agenzia delle Entrate. Il reddito della badante non conta; quello di un figlio convivente sì, perché fa perdere il requisito sui conviventi.

Come si presenta la dichiarazione

L'Agenzia delle Entrate indica tre strade:

  • per raccomandata all'Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale I di Torino, Ufficio Canone TV, Casella postale 22, 10121 Torino;
  • per posta elettronica certificata, all'indirizzo indicato sulla pagina ufficiale dell'Agenzia;
  • di persona, in un ufficio dell'Agenzia delle Entrate.

Il modello si scarica dal sito dell'Agenzia, nella sezione Canone TV. Nessun intermediario può chiedere un compenso per «attivare» l'esenzione, e non serve comunicare a terzi dati bancari o credenziali.

Una volta, non ogni anno

La dichiarazione non va ripetuta ogni anno. Resta valida finché i requisiti ci sono. Se cambiano, per esempio perché il reddito supera la soglia o in casa va a vivere un familiare con un proprio reddito, bisogna presentare una dichiarazione di variazione e il canone torna dovuto.

La soglia è bassa: attenzione ai conti

Il limite di 8.000 euro riguarda la somma dei redditi dei due coniugi ed è fermo da anni, mentre le pensioni vengono rivalutate ogni gennaio. Il trattamento minimo dell'INPS, per dare un riferimento, nel 2026 vale 7.954,05 euro l'anno: molto vicino alla soglia. Chi è al limite deve fare il conto con attenzione, perché un aumento di pochi euro, come quello spiegato nell'articolo sulla rivalutazione di gennaio, può far perdere il requisito.

Per chi conta, e che cosa controllare

  • Chi ha compiuto da poco 75 anni e vive solo o con il coniuge, con pensioni basse.
  • Chi assiste un genitore anziano: la presenza della badante non fa perdere l'esenzione, quella di un familiare con reddito sì.
  • Chi l'ha già presentata: controllare che i requisiti siano ancora rispettati e comunicare le variazioni.

Le stesse famiglie possono avere diritto ad altri aiuti legati al reddito, come lo sconto automatico sulle bollette e la quattordicesima di luglio.

In sintesi

Dai 75 anni il canone Rai non è dovuto se il reddito proprio e del coniuge non supera 8.000 euro l'anno e in casa non vivono altre persone con un reddito, salvo colf e badanti. L'esenzione va dichiarata all'Agenzia delle Entrate una sola volta, senza scadenza, e vale finché le condizioni restano le stesse.

Domande frequenti

Devo rifare la dichiarazione ogni anno?

No. Resta valida finché i requisiti non cambiano. Se cambiano, si presenta una dichiarazione di variazione.

Se vivo con mia figlia che lavora posso avere l'esenzione?

No. Tra i requisiti c'è l'assenza di conviventi con un reddito proprio, a eccezione di colf, collaboratori domestici e badanti.

C'è una scadenza per la domanda?

Secondo l'Agenzia delle Entrate non c'è un termine. La data di invio decide da quale rata si smette di pagare.

Informazione privata e sponsorizzata, pubblicata da Cofi Investeeringud OÜ su v-neo.com. Questo sito non è l'INPS, l'Agenzia delle Entrate, un ministero o un altro ente pubblico e non ha legami con loro. Niente di quanto scritto qui è una consulenza finanziaria, fiscale o legale, e nessuna cifra dell'articolo è una promessa o la misura di ciò che spetta a un singolo lettore: gli esempi sono illustrativi e i dati sono stati verificati sulle fonti ufficiali citate il , ma le regole cambiano. Su questo sito non si presentano domande e non si pagano commissioni. Non comunicare mai codice fiscale, credenziali SPID o CIE, PIN o coordinate bancarie a un sito in risposta a un articolo. Per il tuo caso rivolgiti ai canali ufficiali indicati sopra, a un CAF o a un patronato.

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